Educare all’autonomia di pensiero

La pedagogia dell’apprendimento mediato di  Reuven Feuerstein



La scuola è un contesto di attività e di interazioni molto complesso nel quale agiscono stili di comunicazione, forme di pensiero, contenuti di conoscenza e modalità relazionali eterogenei e molto articolati.

Per tutti gli attori che fanno parte del processo didattico-educativo è diventato oggi fondamentale porsi delle domande: quali strategie di pensiero possono essere attivate nello studio di una disciplina? Come regola un bambino l’organizzazione dei suoi atti mentali quando svolge un compito o studia una lezione?

Riconoscere che per apprendere bisogna anche saper manovrare solide procedure di pensiero, significa orientare l’asse della programmazione didattica non solo sui contenuti delle singole discipline, ma anche su come questi contenuti possono essere appresi, concettualizzati e trasferiti.

Reuven Feuerstein sostiene che, in ogni individuo, esiste una modificabilità cognitiva strutturale che dona all’uomo una propensione al cambiamento in qualunque condizione ed a tutte le età.

Purtroppo la netta supremazia dei “contenuti” sulle “procedure” e sulle “strategie di pensiero” è sempre stata finora evidente e poco si è guardato al processo con cui l’allievo opera mentalmente quando apprende, e ancora meno è stato fatto per rendere lo stesso allievo consapevole di questo.


ll metodo è uno strumento da anni sperimentato nell’ambito scolastico ed è di notevole efficacia per prevenire le difficoltà di apprendimento, aumentare l’autostima, ma soprattutto per acquisire un metodo di studio efficace per ogni ambito disciplinare.

La modificabilitàcognitiva

La metodologia Feuerstein si basa sulla modificabilità cognitiva: la  consapevolezza dei processi e delle strategie di pensiero rappresenta un fattore cruciale nella continua attività di ristrutturazione di conoscenze che ciascuno compie.

Sta qui l’importanza dell’Educazione cognitiva, intesa come attività di insegnamento che riguarda l’uso del sistema di pensiero di cui ciascuno è dotato: un nuovo approccio ai processi di apprendimento che riconduce a due istanze educative irrinunciabili:

I bambini

devono imparare ad imparare

Gli insegnanti

devono insegnare ad imparare

La modificabilità cognitiva è, quindi, la possibilità di condurre un individuo  a saper valutare il proprio funzionamento cognitivo, individuando i punti di forza e di debolezza e prendendo coscienza delle strategie utili in relazione agli obiettivi da conseguire e ai compiti da risolvere. Il tutto in un processo che, andando oltre l’esperienza scolastica, diventa capacità di apprendimento autonomo e costante.

La “Pedagogia della mediazione” è un modello elaborato a partire dall’osservazione dell’attività educativa che si attua nei confronti di un bambino o di un ragazzo all’interno di un gruppo sociale (psicologi come Vygotskij e Feuerstein hanno individuato una serie di modalità di interazione interpersonale che tendono a favorire il processo di apprendimento  nei bambini come negli adolescenti e negli adulti).

Il mediatore agisce in modo che tutte le informazioni divengano conoscenze, insegnando al bambino ad imparare ad interpretare, organiz­zare e strutturare le informazioni ricevute dall’ambiente e di rendersi totalmente autonomo all’interno del processo di apprendimento.